lunedì 7 marzo 2011

domenica 6 marzo 2011

Decimo Porto

Decimo Porto pizzeria, LivornoProbabilmente non ci sono molti ristoranti che si chiamano come un battaglione dell'esercito americano. Il “Decimo Porto” era, nell'ultima guerra, un'unità della Settima Brigata di Supporto.Navi Liberty, settembre 1944, porto di LivornoIl primo di settembre del 1944, il Decimo Porto arrivò nel porto di Livorno pesantemente danneggiato; qui l'unità contribuì al supporto della Quinta Armata statunitense. Il 25 novembre 1945 il Decimo Porto assunse responsabilità per le operazioni nei porti di Napoli e Livorno. Nonostante la guerra in Europa fosse cessata l'8 maggio del 1945, il 10° Battaglione continuò a far funzionare i porti mentre le unità lasciavano il continente. Fu finalmente reso inattivo il 31 gennaio 1947.

(U.S. Army Sea Tales di Walter L. Grey Jr.)

“Decimo Porto”, allora e dopo la guerra, divenne un altro nome per Livorno.

sabato 5 marzo 2011

Da vicino

Quattro colori differenti su intonaco liscio e grezzo, LivornoUn assortimento di diversi colori su intonaco sia liscio che grezzo.Colori differenti su di un muro in via dell'Origine, LivornoLo stesso muro in via dell'Origine visto dall'altro lato della strada.

venerdì 4 marzo 2011

Lapide armena

Lapide in armeno, San Gregorio Illuminatore, LivornoSulla facciata di San Gregorio Illuminatore si trovano due lapidi ottocentesche, una in armeno e l'altra in latino, che riassumono la storia del tempio e dei suoi restauri.Lapide in latino, San Gregorio Illuminatore, LivornoTralasciando l'armeno per ovvie ragioni, anche il latino epigrafico della lapide è ben oltre le mie misere capacità di interpretazione. Per fortuna l'amico Silvestro, un vecchio compagno di scuola del liceo, è riuscito a coinvolgere nella traduzione una sua collega, Isella Piquè, che ha svolto la maggior parte del lavoro. Doverosi ringraziamenti ad entrambi, anche per aver reso comprensibile il testo dopo la traduzione letterale:

Languendo con crescente squallore (questo) tempio consacrato a Dio eterno in onore di San Gregorio Martire, apostolo salvatore e patriarca dell’Armenia, (che fu edificato) con impegno e spesa dall’inizio dagli armeni di Livorno nell’anno 1701, essendo ottimo patrono Cosimo III granduca di Toscana, i membri di quella chiesa, sotto gli auspici felicissimi di Leopoldo II granduca di Toscana, essendo prefetto Gregorio Alessandri, (lo) restaurarono, (avendo) ridotto l’altare maggiore in una forma più splendida grazie ai redditi aumentati, con statue e colonne di sostegno aggiunte. Avendo rinnovate le porte interne, fecero pitture e lo adornarono con ogni arredo di culto, avendo terminato l’opera l’architetto Olinto Paradossi l’anno 1844. Ciò sia ai posteri tramandato.

Vedi anche: Mezza chiesa - San Gregorio Illuminatore - Fede e Carità

giovedì 3 marzo 2011

mercoledì 2 marzo 2011

Fede e Carità

Rappresentazione allegorica della Carità di Andrea Vaccà, LivornoSopra l'entrata di San Gregorio Illuminatore, ai lati del busto del santo, possiamo vedere le rappresentazioni allegoriche di Carità e Fede (rispettivamente a destra e a sinistra di chi guarda).Rappresentazione allegorica della Fede di Andrea Vaccà, LivornoLe due statue ed il busto sono opera dello scultore Andrea Vaccà.

Vedi anche: Mezza chiesa - San Gregorio Illuminatore

martedì 1 marzo 2011

Sotto la pioggia

Bocciolo di rosa con gocce di pioggia, LivornoUn bocciolo di rosa bagnato dalla pioggia sugli Scali Novi Lena.Sedie di plastica incatenate a un palo, LivornoSedie di plastica incatenate ad un lampione in piazza Mazzini.Una Smart parcheggiata come uno scooter, LivornoUna Smart parcheggiata sul marciapiede fra i motorini.Una Madonnnina in via della Maddalena, LivornoUn'edicola votiva con una Madonnina in via della Maddalena.Terrazzo e finestre in corso Mazzini, LivornoUn bel terrazzo in corso Mazzini. La maggior parte di queste foto è stata scattata sotto la pioggia, con un paraluce sull'obiettivo e un cappello impermeabile sulla testa del fotografo.

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