giovedì 18 marzo 2010

Ferro

Un dettaglio della ringhiera lungo il Fosso Reale. Per una visione più ampia: “One Hundred Years”.Dettaglio di un anello dell'Andana degli Anelli dove, in passato, le navi venivano ormeggiate esclusivamente di poppa.Questo tipo di lunette sono abbastanza comuni sui portoni delle case più vecchie, questa è giusto un po' più elaborata della media.

mercoledì 17 marzo 2010

Borgo e dintorni

Ho trovato questa testa, insieme ad altre, in via del Platano.Borgo dei Cappuccini, una Madonnina in una nicchia votiva.Stessa strada, la maniglia della bottega di un restauratore.Poco più avanti, una mucca zainetto di peluche, in vendita.Abbiamo già visto questa bella meridiana nel post “Sine sole sileo” (Senza il sole taccio). Oggi il sole c'era e l'ora era esatta!

Altre passeggiate

martedì 16 marzo 2010

Torre dei venti

Torre del Marzocco, LivornoUna delle caratteristiche della Torre del Marzocco è che può essere vista come una torre dei venti. Attraverso ogni angolo della balconata ottagonale è chiaramente scritto il nome del relativo vento, in questo caso “Tramontana” dal nord e “Maestro”, o Maestrale dal nord-est.Torre del Marzocco, LivornoSull'altro lato abbiamo “Gherbino” da sud-est, meglio noto come Libeccio e “Mezodì” o Ostro. I quattro venti di cui non vediamo il nome sono: “Ponente” da ovest, “Iscilocho” (Scirocco da sud-est), “Levante” da est and “Grecho” (Grecale da nord-est). Su un angolo sono chiaramente visibili le graffe metalliche utilizzate in un precedente restauro per tenere le lastre a posto.Torre dei Venti, Atene, GreciaLa forma della torre del Marzocco e lo schema dei venti furono probabilmente ispirati alla Torre dei Venti di Atene, dove i venti erano raffigurati da bassorilievi sui lati. Nella versione greca sono raffigurati di “Zephyros” (Ponente), “Lips” (Libeccio) e “Notos” (Ostro).
Torre del Marzocco, LivornoLa torre del Marzocco è anche decorata con i simboli della città di Firenze: il giglio, la croce del popolo, lo scudo attraversato dalla scritta “Libertas” e l'aquila Guelfa.Torre del Marzocco, LivornoIn un'altra vecchia cartolina la torre del Marzocco figura sullo sfondo, con un'altra torre visibile in primo piano.Cartolina d'epoca, Torre del Marzocco e Torre del Magnale, LivornoQuest'altra torre non è la Torraccia, come indicato sulla cartolina, ma la Torre del Magnale (dal Latino per grande, “magna”). Fu costruita tra il 1154 e il 1163 dai Pisani per difendere quello che era allora il loro porto. La torre fu danneggiata nell'ultima guerra e demolita.

Vedi anche: Torre del Marzocco - Gru

lunedì 15 marzo 2010

Torre del Marzocco

Torre del Marzocco, LivornoNel 1421 la Repubblica fiorentina ottenne il pieno controllo sul Castello di Livorno, allora un piccolo villaggio su una cala a sud dell'antico “Sinus pisanus” (Golfo pisano). La torre del Marzocco fu costruita verso la metà del XV secolo su un'isoletta nell'area del Porto Pisano e fu probabilmente la prima importante opera sotto il dominio fiorentino. La costruzione aveva probabilmente un valore simbolico ben oltre la necessità di proteggere il vecchio porto, all'epoca già quasi completamente interrato. Il nome viene dal leone di Firenze, il Marzocco, raffigurato sulla banderuola in cima alla torre, purtroppo dispersa durante una tempesta nel 1737.Cartolina d'epoca, Torre del Marzocco, LivornoLa snella torre ottagonale è alta 54 metri ed è ancora parzialmente circondata da un fortino per artiglieria costruito in seguito. Le sue mura seguono quella che era la costa rocciosa dell'isola, ancora visibile nella cartolina d'epoca.Cartolina d'epoca, Torre del Marzocco, LivornoL'isola, oggi saldamente unita alla terraferma, è praticamente nel mezzo dell'area merci del porto di Livorno, come potete vedere chiaramente in quest'immagine del post “Gru”.Cartolina d'epoca, Torre del Marzocco, LivornoL'ultima cartolina è la stampa di una versione acquarellata della precedente, con un paio di battelli in più, giusto per divertimento. Tutte queste cartoline sono dei primi del 1900.Francobollo, Torre del Marzocco, LivornoPossiamo vedere la torre anche su un francobollo di una serie di tre emessa nel 1931 per il cinquantenario dell'Accademia Navale di Livorno.

Vedi anche: Torre dei venti

domenica 14 marzo 2010

Dé Maddé

Se Livorno come città avesse bisogno di un inno, penso che questo sarebbe perfetto. È un pezzo piuttosto popolare di un gruppo locale chiamato “I Licantropi” ed è intitolato “Dé Maddé”.
L'autore del video “Livorno Mia” è Yurpamas.



Dé Maddé (I Licantropi)

Dé maddé boia dé maddé guarda lui lì
maddé bello, figu vieni vì.
Dé maddé boia dé maddé dici a me
invece te, ma se un ti fai mai vedè.

E questo non è un mantra tibetano
né un coro di preghiera musulmano
non è buddismo indiano o giapponese
ma è quello che ti dice un livornese

Se vai nella città dei Quattro Mori
dove il libeccio spettina i signori
e giri per le strade intorno al porto
ti giuro amore un giorno ti ci porto.
A sentire...

Dé maddé boia dé maddé guarda lui lì
maddè bello, figu vieni vì.
Dé maddé boia dé maddé dici a me
invece te, ma se un ti fai mai vedé.

E questo non si dice in sinagoga
non lo dice Don Abbondio con la toga
non lo canta la tribù degli zulù
non è il sabba delle streghe né il voodoo

Ma se vai nella città che io amo tanto
quella col cuore tinto d'amaranto
e giri per le strade del mercato
hai visto amore poi ti c'ho portato...

E si va nella mia città
cacciucco e baccalà, il Livorno in serie A
5 e 5 a volontà, della Izzeri e Cianciua
e der budello di tu ma', la mia la lasci sta'.

Dé maddé maddé ma boia dé
Dé maddé maddé ma boia dé

E dicono che questa è la più strana
tra tutte le città della Toscana
per via di quella Legge Livornina
che pressappoco sai cosa diceva

Qualunque culto razza o religione
vieni a Livorno ti ci trovi bene
anche se sei del posto più lontano
basta però che tu non sia un pisano

E si va nella mia città
cacciucco e baccalà, il Livorno in serie A
del budello di tu ma’, 5 e 5 a volontà
c'è Antignano, c'è Corea, c'era la Izzeri e Cianciua
le 'atene ai portuali ed i ponci dar Civili
le pottine in baracchina, Vernacoliere fino in Cina
ci s'ha pure il grattacielo, la madonna a Montinero
e da tutta la città si alza un grido Pisa merda

Dé maddé maddé ma boia dé
Dé maddé maddé ma boia dé

sabato 13 marzo 2010

Finestra

Palazzi sull'altro lato del Fosso Reale riflessi in una finestra sugli scali Manzoni.

venerdì 12 marzo 2010

Cavalli

Da tempo stavo cercando qualcosa in città per onorare il nostro amico Jacob di Ocala Daily Photo. Fortunatamente sprovvisti di alligatori, l'altra possibilità erano i cavalli. Purtroppo questa non è una buona stagione per i cavalli qui, ha nevicato in settimana, così spero che vadano bene anche quelli... non veri.
Questi salvadanai erano all'ultimo mercatino della domenica.Il maestoso cavallo del monumento a re “Vittorio Emanuele II”.Il cavallino rampante sopra una giostra in piazza della Repubblica la scorsa estate.