Il ponte girevole che porta al Molo Mediceo.
Una veduta dagli scali Novi Lena, attraverso la Darsena Nuova.
L'altro lato del ponte, verso il Porto Mediceo.
Il caratteristico gazebo di una villa alla Rotonda di Ardenza.
L'angolo è appena diverso, ma la villa non è cambiata molto...
... da quando è stata scattata la foto di questa cartolina d'epoca.
Il dettaglio della banderuola, un oggetto non molto comune dalle nostre parti.
Una delle ancore dell'Amerigo Vespucci, per ogni dubbio sulla misura guardate qui.
L'ancora di riserva a poppa, chiamata “di rispetto”.
Le due ancore di dritta ed una vista del Porto Mediceo.
Leonetto Cappiello, nato a Livorno il 9 aprile del 1875, è stato un pubblicitario, illustratore e caricaturista italiano, che visse per lo più a Parigi. Viene spesso considerato il padre della pubblicità moderna per le sue innovazioni nella grafica del manifesto.
Cappiello, come altri giovani artisti, lavorava in un modo che era quasi l'opposto dei suoi predecessori. Fu il primo a disegnare figure che si staccavano decisamente dallo sfondo nero, in netto contrasto con i manifesti della tradizione precedente.
Nel 1898 si trasferì a Parigi, dove alcune sue caricature furono pubblicate per la prima volta sulla rivista satirica “Le Rire”. Cappiello si fece un nome durante il boom delle affiches agli inizi del secolo scorso, con creazioni decisamente diverse dai lavori del noto e già affermato Jules Chéret.
Cappiello morì a Cannes nel 1942. Nel corso della sua carriera produsse più di 530 manifesti pubblicitari che ancora riescono a sorprendere e deliziare chi li vede. Ancora oggi i suoi manifesti originali sono ricercati da collezionisti ad aste e presso gallerie d'arte in tutto il mondo.
Il maestoso portone del Palazzo dell'Aquila Nera.
Un'entrata laterale della chiesa di Santa Maria del Soccorso.
Un palazzo sugli scali Saffi visto dagli scali degli Olandesi, dall'altra parte del canale. La linea di pietre visibile in basso è la spalletta del Fosso Reale.
Dettaglio di un lampione in piazza della Repubblica.
Portone, cassette della posta e una finestra in via Gramsci.
Viale Marconi, un edificio in condizioni non molto buone.
Un gatto appostato nel suo giardino, in via dell'Olmo.
Nella piazza omonima, la Vittoria alata del monumento ai caduti della prima guerra mondiale.